unbroken lullaby è un’installazione site specic, progettata per Palazzo Martinengo ed ideata in relazone alla memoria storica del luogo, costruito in epoca medioevale su una serie di stratificazioni archeologiche.
Il progetto, informato da un’accumulazione di tracce di vita quotidiana, si inspira principalmente alla scoperta delle ceneri di un bambino, la cui sepoltura risale all´età del ferro.
Un lettino in tubi in ferro, la cui struttura si estende, dopo e prima di aver disegnato la culla, fino a raggiungere il luogo della sepoltura.
Una fonte sonora situata ad un‘estremità dei questo percorso di tubi, riproduce il canto di una ninna nanna, che, viaggiando attraverso lo spazio all’interno dei tubi, viene trasmessa sopra il luogo dove si trovano le ceneri.
La struttura del tipico lettino a sbarre, che nella quotidianità serve come protezione per il piccolo da eventuali cadute notturne, è qui realizzata con i tubi di ferro che evocano l’immagine di una gabbia, rappresentando cosí la dimensione emotiva della fatica e l’incertezza legata al ruolo genitoriale.
Le ninne nanne sono espressioni molto antiche, considerate da alcuni la prima forma di musica esistita, esse sono simili tra loro nelle diverse culture ed epoche, soprattutto per quanto riguarda i toni e il modo di cantare. Un canto ripetitivo, con un carattere poetico e al contempo triste.
Il senso di questo canto è anche quello di aiutare una madre (un genitore) a dare voce alle preoccupazioni, cantando la propria fatica e compiendo in questo modo un gesto terapeutico non solo per chi ascolta, ma anche per chi canta.
L’intento del progetto è quello di rendere omaggio, con questo poetico, al piccolo sepolto all’interno del palazzo, ma anche quello di creare, con il canto, un ponte che attraversi i secoli per raggiungere il bambino in vita, il bambino cioè che visse, oltre che morire, in questi luoghi.
Il lavoro riflette inoltre sulla condizione materna, che nonstante il trascorrere del tempo e il progresso, è rimasta essenzialmente invariata.