together forever

togetherforever

2005

togetherforever consiste in un carillon,  alcune fotografie e una video-installazione. Questi elementi sono intesi come frammenti di un percorso unico più che lavori separati. Nato da una reinterpretazione del mito di Salomè e Giovanni Battista, figure centrali della rappresentazione artistica a partire dal Medio Evo, il progetto mette in relazione la situazione politico-culturale attuale con il tema della conflittualità nei rapporti amorosi.

Attraverso l’uso della voce, il montaggio e la scomposizione di immagini, parole e suoni, la video installazione, composta da tre proiezioni sincronizzate, crea un’atmosfera onirica ed emotiva, scandita dal dipanarsi del dialogo.

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La proiezione centrale mette in scena un surreale dialogo tra Salomè e la testa del Battista. L’immagine, ispirata ai quadri classici di Tiziano e Caravaggio, è un’inquadratura in cui i due personaggi, quasi immobili, discutono sulla loro relazione e sulla deriva del mondo. A tempi alterni i due personaggi scompaiono dalla proiezione centrale per riapparire negli schermi laterali in due ambientazioni urbane contemporanee. Salomè in un luna park quasi vuoto e Giovanni in un mercato che sta chiudendo, luoghi scelti per rappresentare simbolicamente la crisi della società dei consumi. Da questi ambienti notturni, accomunati da una sorta di malinconia di fondo e dalle luci artificiali che li illuminano, i due personaggi continuano il loro dialogo parlandosi da uno schermo all’altro.

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Il progetto comprende anche una serie di fotografie che aggiungono molteplici interpretazioni al lavoro: un’immagine di Ottonella (Salomè) che balla brandendo un coltello e una di Nicola (Giovanni) che, apparentemente sospeso nell’aria in un paesaggio urbano notturno, guarda il mondo alla rovescia. Altre immagini raffiguranti frammenti del dialogo composti a caratteri tipografici e fotografati sul piano di lavoro (leggibili quindi al contrario) completa la serie delle fotografie.

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Infine un carillon in legno, composto da una scatola cubica al cui interno, davanti ad uno specchio, Salomè, reggendo la testa del Battista, danza sulle note di “What a wonderful world”, una delle canzoni di cui era stata vietata la trasmissione negli Stati Uniti dopo l’undici settembre.

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