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Installazione realizzata nelle sale della collezione permanente di arti applicate del Malmö Art Museum, in occasione della mostra Smitta (contagio).

Il titolo del lavoro è un intraducibile gioco di parole che unisce due significati: il vedere luoghi di particolare interesse (come gli interni del museo), ed il guardare, l’atto del vedere, come funzione sensoriale.

Pellegrini ha attuato  nel museo una contaminazione tra gli oggetti  museali esposti , e  la sua ricostruzione di frammenti dell’immaginaria mappa del Filologo Svedese Wilhelm Lündstrom. La storia racconta che Lündstrom disegnò la sua mappa su circa 500.000 confetti negli anni che precedettero la sua scomparsa nel 1979, terminandola con un confetto d’argento che indicava il luogo esatto in cui si sarebbe suicidato: il punto più lontano sulla superficie terrestre dalla sua città natia, Malmö.

Nella tradizione i confetti accompagnano, oltre alla celebrazione del matrimonio, il rito del funerale.

Le fotografie che documentano questo intervento sono state esposte nella Galleria di Bruna Soletti a Milano, insieme alla riproduzione del tavolo da lavoro dell’archivio di Lündstrom.

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