il gioco della verità

Performance e video installazione.

Roma, Fondazione Olivetti, maggio 2001

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Questa performance si inserisce in un ciclo di progetti centrati sull’idea di gioco come metafora delle dinamiche esistenti nel rapporto di coppia.

Il gioco è qui riproposto nella gara a due in cui a braccia distese si cerca di colpire il dorso della mano dell’altro. Durante l’azione visibile solo dalla strada, gli artisti scrivono sulla vetrina una serie di domande reciproche e il gioco va avanti fino a quando la finestra è ricoperta di parole.  A queste domande, riguardanti l’amore e suo senso all’interno delle relazioni interpersonali, si somma un montaggio sonoro di dialoghi d’amore tratti da film, che, benché aggiunga significato lavoro, ponendolo anche in un contesto più collettivo, non offre soluzioni definitive alle domande. Quasi a sottolineare l’impossibilità di raggiungere una qualsiasi verità.

Lo spettatore partecipa da una distanza minima ma significativa, separato dall’azione da un muro trasparente di parole che segna il confine tra spazio pubblico e spazio privato.

Sullo sfondo un video che ingigantisce una lampada dentro a cui galleggiano cuori colorati, produce l’effetto di una sorta di acquario.

Il gioco della verità (oggi si e domani?)

Performance e installazione.

Milano, PAC, ottobre 2005

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Il lavoro è stato riadattato per una mostra che inaugurava 3 giorni  dopo il matrimonio dei due artisti. In questo caso, essi svolgono l’azione indossando gli abiti indossati per il loro matrimonio e le domande che scrivono sui vetri affrontano il tema del matrimonio, sia dal punto di vista esistenziale che da quello politico. Oltre a una certa dose di auto ironia, sottolineata anche dalla scenografia romantica che incornicia l’azione, emerge da questo lavoro una riflessione sul tentativo molto italiano di ripristinare una società conservatrice in cui matrimonio e famiglia tornino ad assumere un valore assoluto.

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Giocando su un ribaltamento dello stereotipo del matrimonio come questione domestica, l’azione si svolge all’esterno, nel giardino della villa reale e li pubblico assiste alla performance dalla galleria del PAC. Sullo sfondo, anziché il video dei cuori della prima versione, il giardino illuminato e un romantico arco di piante fiorite sotto al quale si svolge il gioco.

Il contributo sonoro è lo stesso della prima performance.