i'll be your mirror

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I’ll be your mirror è un progetto fotografico che si fonda su uno scambio di ruoli, nato dal desiderio dell’artista di mettersi letteralmente nei panni di un altro e di raccontare, attraverso questa pratica, storie accadute ad altre persone.

Lo scambio avviene inizialmente attraverso il racconto, Ottonella Mocellin chiede a persone che non conosce di raccontarle delle storie traumatiche legate a momenti di paura. Il racconto viene poi riscritto dall’artista in prima persona e affiancato ad uno scatto fotografico che illustra la situazione raccontata. Le fotografie sono scattate dai protagonisti del racconto e ambientate nelle loro case. In ogni immagine Ottonella Mocellin indossa i vestiti dei suoi collaboratori e interpreta la storia secondo le loro istruzioni. Il controllo dell’immagine, dall’inquadratura alla scelta dello scatto finale, passa quindi dalle mani dell’artista a quelle delle persone che hanno preso parte al progetto.

La dimensione dell’estraneità e dell’anonimato, legata al fatto che le persone stanno parlando con qualcuno che non è coinvolto nelle loro vite e che non appaiono mai negli scatti, da origine ad un’apertura. Attraverso questo gioco di specchi, che ricorda la pratica della drammatizzazione del trauma spesso usata in psicoterapia, nasce quindi la possibilità di raccontarsi ed ascoltarsi.

Con questo lavoro Ottonella Mocellin complica la dimensione del ribaltamento di ruoli. Mettendosi nei panni dell’altro/a, l’artista permette a questo altro/a di rimanere sullo sfondo ed esternare qualcosa di privato senza sentirsi esposto/a. Allo stesso tempo, cedendo a questo altro/a il controllo estetico sul proprio lavoro, Ottonella instaura uno scambio quasi simmetrico tra autore e soggetto dell’opera.

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