un disordine

Video a canale singolo, colore , suono, 9 min. circa 2000

In un pomeriggio qualunque tre giovani donne stanno insieme su un prato a mangiare ciliegie, parlare e guardare gli aeroplani che volano nel cielo estivo sopra le loro teste. Il luogo periferico e marginale, situato lontano dalla frenesia della vita cittadina, da alle tre donne la possibilità di esistere fuori dal tempo, o meglio di creare una dimensione temporale sospesa, dentro alla quale è possibile raccontarsi ed ascoltarsi a vicenda. La scena, che ritrae una situazione di serenità ed intimità tipica delle amicizie femminili, viene ripetutamente disturbata dal passaggio degli aerei, che con il loro rombo distante alludono ad una minaccia futura, che benché difficile da definire, resta incombente ed in costante pericolo di materializzarsi.

Questo video fa parte di una serie di collaborazioni, in cui l’artista usa il suo corpo, il suo sguardo e la sua voce per raccontare la storia di qualcun altro ed il cui intento è anche quello di cedere a questo altro parte del controllo sulla sua creazione artistica. In questo progetto Ottonella Mocellin ha collaborato con Pia Scavia, un’amica affetta da una malattia incurabile da molti anni. L’ambientazione nasce da una visione di Pia mentre il testo, narrato dalla una voce fuoricampo di Ottonella, è frutto di una serie di conversazioni avvenute tra le due amiche in un periodo particolarmente complicato della vita di Pia.

L’intenzione finale di questo progetto è quella di conferire ad arte e narrazione una funzione terapeutica e di dono.