cosi lontano cosi vicino

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Eco e Narciso, Museo del trasporto ferroviario attraverso le Alpi, Bussoleno 2003

Museo Nazionale dei Trasporti, La Spezia 2004

Installazione audio e video con doppia proiezione 1 ora circa.

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Così lontano così vicino è un’installazione audio e video che prende spunto da uno scambio epistolare tra due sposi (nonni di Ottonella Mocellin) durante gli anni della seconda guerra mondiale. Il marito e’ deportato in Germania, la moglie e’ a casa con i figli. Per quasi un’ora si alternano le voci degli artisti: Ottonella legge le lettere del marito, Nicola quelle della moglie. In sottofondo si sentono reperti sonori dell’epoca: discorsi di Mussolini, Turati, PioX, Hitler, canti dei campi di concentramento, canzoni fasciste ecc. L’ambiente in cui il lavoro è installato è una carrozza ferroviaria di un treno d’epoca quasi buia. L’oscurità del vagone viene sporadicamente illuminata da due immagini ad alto valore simbolico: un uomo che porta una culla in mezzo alle macerie ed una donna che porta una bara in un paese distrutto dai bombardamenti. Queste immagini che appaiono al pubblico dalle finestre del treno come una sorta di memoria sommersa che riemerge improvvisamente, sono state scelte per evidenziare il tema della distanza e della separazione forzata e per sottolineare al contempo la dimensione personale/collettiva, storica/attuale del progetto. In un tempo di pericoloso revisionismo storico l’intenzione di questo lavoro è quella di mantenere viva la memoria di un conflitto che ha devastato le nostre regioni in un passato ancora recente e allo stesso tempo di riflettere sulla situazione attuale in cui le guerre, filtrate dall’immagine mediatica, non sono percepite nella loro drammatica quotidianità.

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Nel 2008 il progetto è stato riadattato per una performance in cui gli artisti leggevano le lettere dal vivo. La performance è stata presentata nell’ambito del festival Natura Dèi Teatri, presso il Lenz Teatro a Parma

Nel 2015 il progetto è stato nuovamente proposto in occasione della mostra performativa “EMBODIED RESILIENCE” di Peninsula .land presso l’Ambasciata Italiana di Berlino. Il lavoro è installato all’entrata principale del palazzo, posizionati ai due lati della stanza, i due artisti hanno letto le lettere d’amore di fronte a due grandi specchi. Sulle loro schiene è apparsa proiettata la traduzione in tedesco delle lettere.

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